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Giocatori o turisti: scandalo
di Roberto Lucca Taroni


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Gli stili di vita che delineano emblematicamente la condizione attuale di uomini e donne nelle culture occidentali sono quelli del turista e del giocatore.

Purtroppo anche figure che, per caratteristiche intrinseche, hanno potenzialmente i caratteri dell'antagonismo si adeguano a questa condizione. Tra questi, forse nella loro maggioranza, gli artisti che si muovono nel quotidiano, magari presunto o totalmente costruito. Anche loro, come i turisti, ricercano esperienze, muovendosi ma non appartenendo a nessun luogo del loro peregrinare. Anche loro, come i turisti, spesso vogliono immergersi nelle "stranezze" e nelle "bizzarrie" senza esserne minimamente intaccati. Il mondo che percorrono Ë quello del quotidiano e del sociale. I loro rifugi ostentano tanto la "stranezza" quanto ben segnalate uscite di sicurezza. Il "bizzarro" si mitiga sempre, si addomestica, di certo non spaventa. Come nel migliore programma turistico, gli shock fanno parte del pacchetto come la sicurezza. Eccitazione, divertimento e compiacimento sono l'obiettivo, magari mascherato da orrori in cartapesta e da sensazioni forti, che alla fine fa in modo che il mondo ci risulti sempre gentile, obbediente ai desideri. Il sociale e la quotidianitý, ovvero il mondo delle loro escursioni, risulta sempre strutturato in base ai criteri dell'estetizzazione. In questo non riescono ad essere mai vagabondi. Non immettono mai la durezza e la rigiditý di realtý e approcci che si sottraggono naturalmente al modellamento estetico. E questo perchÈ non hanno la condizione di senzatetto, anzi hanno una casa dove potersi togliere la finta armatura, disfare le valigie e sedersi in comodi divani a raccontare le proprie avventure a quattro amici, anche loro turisti.

Oppure, come il giocatore, anche un altro prototipo di artista contemporaneo si costruisce, inserendovisi, una realtý soffice e elusiva dove importa soltanto quanto bene uno gioca la propria mano. Naturalmente, anche qui, un ambito che ingloba come elemento costitutivo il "colpo di fortuna", sempre che le carte o le borse siano a favore. Per loro tutto il mondo Ë un giocatore con cui confrontarsi in un terreno ove non vi siano leggi o mancanze di leggi, nÈ ordine nÈ caos. Solo mosse. Il tempo si parcellizza in "partite". Il gioco esclude la ribellione: se si rifiutano le convenzioni, semplicemente ci si ritira. Ma le partite continuano. Anche qui, come in quelli delle case dei turisti, i muri del gioco interdicono ogni accesso. Sono impenetrabili. Lý attutiscono i rumori esterni sotto forma di ricordi, qui li disarticolano come non appartenenti al gioco. Ogni partita ha un inizio e una fine e poichÈ lo scopo Ë vincere non sono ammesse pietý, compassione o collaborazione. Ma il paradosso Ë dietro l'angolo. Entrambi, il turista o il giocatore, cosÏ come i loro alter ego nell'arte contemporanea, rivendicano il culto dell'intimitý interpersonale. Ma, tanto una tendenza "adiaforizzante" quanto una imitazione, orientata solo esteticamente, dell'impulso morale privo di assunzione di responsabilitý per gli altri e il culto dell'intimitý interpersonale non sono in contraddizione. Infatti, come ha notato Christopher Lasch "il culto dei rapporti personali... nasconde un disincanto completo nei confronti dei rapporti personali, cosÏ come il culto della sensualitý implica il ripudio della sensualitý in tutte le sue forme, a parte quelle primitive".