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Allora che cos'Ë l'arte e come bisogna guardare?
di Fulvio Carmagnola


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L'arte è un compito infinito; ci sono migliaia di definizioni e io non mi azzardo a dare la mia perché sarebbe già normativa anche quella, però vorrei fare alcune osservazioni che dipendono da quello.
La prima cosa che mi viene in mente è che l'arte non è il sistema delle opere, è un sistema molto più vasto, è una nuvola e non una cornice, è un sistema multipolare i cui attori sono per lo meno quelli che ho nominato, è un sistema non limitato al sistema degli artefatti e se noi ci limitiamo a pensarlo come il sistema degli artefatti nonriusciamo a cogliere la profondità della spaccatura che si presenta con l'arte contemporanea. Io lo chiamerei un sistema eterarchico. La nozione di eterarchia viene dagli studiosi della complessità e delle epistemologie del vivente (in particolare la trovate nelle pagine di Heinz von Foerster) e significa un sistema non gerarchico, non ordinato in termini di causa effetto, sopra sotto, ma il termini di e... e... e..., di polisindeto o, detto in un altro modo, un sistema in cui ciascuna componente, per quanto marginale, ha potenzialmente la stessa importanza ed è esattamente coincidente con il quadro che noi ci facciamo del mondo contemporaneo come una sorta di patchwork, cioè una coperta di molte pezze senza centro dove qualunque evento, per quanto situato alla periferia del sistema, ha potenziali esplosivi, può valicare la distanza tra la periferia e il centro del sistema e diventare il centro del sistema. Pensate alla guerra di Bosnia o ad altri fenomeni sociali di questo genere. Se noi usiamo questa immagine per pensare il sistema arte siamo secondo me più vicini alla realtà.
Quindi lo sguardo medio scaturisce dall'interazione di tutti questi poli, da tutti questi elementi e dalle direzioni ed evoluzioni molteplici.

La seconda considerazione è che l'arte è soggetta ad uno strano paradosso: per vedere bisogna pensare. I critici ed i filosofi che riflettono sul sistema dell'arte contemporanea in sostanza dicono è arte concettuale. A prescindere da come è fatta, se è espressionismo astratto, se è action painting, se è Pop Art o concettuale vero e proprio è tutta arte concettuale, perché si dà il caso che il visibile non basti più a se stesso e se no non la vedo; se non seguo questa strategia, i fenomeni più rilevanti dell'arte contemporanea, si confondono con altri tipi di artefatti. Ultima caratteristica: l'arte non è autonoma ma è porosa, accetta di essere minacciata per lo meno da due parti: innanzitutto dall'esterno, perché sconfina verso il basso con il regno delle merci; questo è un altro dei paradossi che mi affascinano, tanto meno artistica diventa l'arte se no non la vedo; se non seguo questa strategia, i fenomeni più rilevanti dell'arte contemporanea, si confondono con altri tipi di artefatti. Ultima caratteristica: l'arte non è autonoma ma è porosa, accetta di essere minacciata per lo meno da due parti: innanzitutto dall'esterno, perché sconfina verso il basso con il regno delle merci; questo è un altro dei paradossi che mi affascinano, tanto meno artistica diventa l'arte tanto più artistico diventa l'oggetto merce, tanto meno bella diventa l'arte tanto più bello diventa l'oggetto merce. Il grande fenomeno di esplosione del design degli anni '80 e '90 non potrebbe essere spiegato se non si capisce questa circostanza,che la nostra inevitabile e antropologica sete di bellezza non viene più soddisfatta da quel tipo di artefatti e dall'arte di avanguardia, a meno che naturalmente questi non siano nel museo , nelle raccolte, nelle collezioni, nel corso del senso, nelle istituzioni. La nostra ricerca di bellezza viene soddisfatta prevalentemente dalla merce, cosa scandalosa ma vera. Io insegno alla facoltà di Architettura nel corso di laurea di disegno industriale e credo che il design sia una delle correnti principali di produzione della bellezza contemporanea. Non si può parlare di estetica se non si parla della merce. Ora, l'arte contemporanea è minacciata su questo terreno dalla merce che diventa arte, la manifestazione ictu oculi della bellezza è lì.

L'altro terreno di minaccia è quello dell'avanguardia perché questa persegue continuamente un sistema di provocazioni sistematiche nei confronti della bellezza, del corso del senso, perciÚ noi dobbiamo avere sempre molta pazienza e sforzarci di usare la comprensione, il logos, di girare intorno all'opera. Ludwig Wittgenstein scrive nelle Ricerche filosofiche che per capire le cose bisogna giraci intorno, guardare ciò che vi sta intorno.